giovedì 10 maggio 2018

Annunciata la nuova stagione dei Teatri Riuniti a Vienna

Wien - E stata presentata nei scorsi giorni la nuova stagione dei Vbw (Teatri Riuniti Viennesi), che vedrà la conferma di "I am from Austria" e la nuova produzione di "Bodyguard". Il sovraintendente Cristian Struppeck ha presentato alla stampa il cast di Bodyguard che vedrà Patricia Meeden(Rachel Marron) ,Jo Weil (Frank Farmer), Ana milva Gomes (Nicky Marron) e la splendida conferma di Nicholas Tenerani (Toni Scibelli) che attualmente è in produzione con Tanz der Vampire. Lo spettacolo vedrà la prima rappresentazione il 27 settembre al Ronacher e le repliche sono garantite fino al 31 dicembre. Il Raimund Theater, che al momento vede in scena "I am from Austria" dal 31 dicembre verrà chiuso per restauro, ammodernamento strutturale che lo vedrà chiuso per un paio d'anni.


martedì 8 maggio 2018

Matterhorn , Priscilla e tanto altro

E stata presentata nei giorni scorsi la nuova programmazione del teatro di San Gallo (Ch). Il Teatro punta oramai da anni ad essere una punta di diamante nella produzione internazionale di musical, nel corso della prossima stagione saranno 3 le produzioni musicali che accompagneranno la cittadina elvetica. Si inizia con Matterhorn ( cliccando sul link, potrete vedere il trailer dello spettacolo) lo spettacolo vedrà Oedo Kuipers e Lisa Antoni interpretare i protagonisti. Dicembre vedrà Hello Dolly! mettere il buon umore per le feste natalizie, lo spettacolo vedrà Dagmar Hellberg interpretare il ruolo di Mrs.Dolly Levy.La produzione del 2019 sarà Priscilla, la regina del deserto che avrà come regia  Gil Mehmert e il cast è ancora in definizione.

(nella foto O.Kuipers e L.Antoni in Matternhorn)

tutte le info qui : 
http://www.theatersg.ch/de/stuecke/2018-19

martedì 27 febbraio 2018

I am from Austria, sorrisi e spensieratezza per un turbolento amore





Wien - 30 dicembre 2017 Al Raimund Theater di Vienna va in scena il nuovo spettacolo dei Teatri Riuniti Viennesi, dal titolo "I Am From Austria". La produzione si basa sulle musiche del celebre cantautore austriaco Rainard Fendrich, mentre il testo è curato dall'accoppiata Titus Hoffmann & Christian Struppeck. Lo spettacolo racconta il soggiorno della star hollywoodiana Emma Carter presso l'hotel Edler di Vienna, durante il quale la giovane ricorda e rivive le emozioni della sua giovinezza assieme al figlio dei proprietari dell'albergo Josi. Proprio durante un giro notturno per Vienna, un volo sopra le montagne della Carinzia e il Salisburghese, si rende conto di quanto importante sia il suo "appartenere" al suo stato. Durante la fuga da Vienna, in un folle volo, i due si rendono conto che si stanno innamorando, amore che però dovrà passare molte prove prima di renderli felici. Lo spettacolo, vede un cast contenutosoltanto 9 personaggi.
I Teatri Riuniti Viennesi hanno scelto di investire in uno spettacolo fresco e divertente, molto pop. Il ruolo di Emma Carter è interpretato dalla bella Irena Flury: una performer completa sotto ogni punto di vista. La sua vocalità si fonde perfettamente con le sue capacità attoriali, la rivedremo sicuramente in molte altre produzioni importanti. Lukas Perman, performer molto conosciuto nel musical tedesco, dimostra di sapere metterci animo in un ruolo che potrebbe apparire semplice e scontato. Romy Edler, madre di Josi, è interpretata da Elisabeth Engster: la performer carinziana 57 enne calca il palcoscenico del Raimund con sicurezza ed agilità. Molto belli i momenti d'assieme con Andreas Steppan che interpreta il ruolo di Wolfang, padre di Josi. Interessante il modo in cui Fabio Diso ha interpretato il ruolo di Pablo Garcia, creando un perfetto personaggio "Kitsch!". La regia di  Andreas Gergen  è un timbro di qualità di questa produzione. Il video design di Sonke Feick è di qualità eccellente, sfruttando tutte le possibilità che il teatro moderno sa dare. Il soggetto del musical è stato scritto da Titus Hoffmann: alcune idee di questo spettacolo sono già state viste in altre produzioni, anche in Italia, ma è suo merito
aver scritto uno spettacolo molto piacevole e divertente. Ottimi i costumi di Uta Loher & Conny Ludersinnovazione e classicismo si abbracciano creando praticità e molta eleganza. L'orchestra dei Teatri Riuniti Viennesi è sempre una sicurezza, anche se in organici ridotti come in questo caso. Il direttore musicale della serata è stato Herbert Pichler: anche se il gesto era sgraziato, in molti momenti ha saputo guidare bene la serata. La scelta di puntare su un musical "contenitore" dello stampo di "Mamma Mia" , dopo il serioso "Schikaneder" è stata azzardata, ma il pubblico austriaco ha ben accolto questo spettacolo, un po' per la presenza di nomi di tutto rispetto e un po' per il concetto di appartenza allo stato. Uno spettacolo divertente e gioioso ideale per passare una serata senza pensieri.


martedì 13 febbraio 2018

Grease a Parigi: operazione nostalgia


Grease, il musical di Jim Jacobs e Warren Casey, è il titolo scelto da Stage Entertainment France per riaprire con stile le porte del Teatro Mogador di Parigi, dopo il mancato allestimento di Le Fantôme de l’Opéra, di Andrew Lloyd Webber, in seguito a un incendio divampato nei sotterranei
del teatro nell’autunno 2016.
L’allestimento prevede dialoghi tradotti in francese e alcune delle canzoni  più famose (per intenderci, quelle che non portano avanti la storia, da Those Magic Changes a Rock ‘n’ Roll Party Queen) in lingua originale; inoltre, questa edizione dei sottotitoli in inglese durante tutto lo spettacolo, novità molto apprezzata dal pubblico, specialmente quello non francofono.

Foto di Alessandro Pinna

Dal punto di vista scenografico, lo spettacolo risulta sobrio e funzionale, con alcune evidenti peculiarità: lo scenografo Eric Van Der Palen ha avuto l’efficace intuizione di considerare il palcoscenico del Mogador un imponente 45 giri nel quale agiscono, si innamorano e soffrono tutti gli studenti della Rydell High School.
Un approccio analogo è stato seguito nella scelta dei coloratissimi costumi, curati da Arno Bremers: tra T-Birds e Pink Ladies, ognuno dei personaggi ha un proprio “codice colore” (dal verdze al blu, al rosso…), che non cambia per tutta la durata dello spettacolo (a eccezione della scena del ballo della scuola, in apertura del secondo atto, dove i colori dei costumi sono “abbinati” in base alle coppie).
D’altronde, a funzionare meglio, in questo spettacolo sono proprio le coppie, sotto molteplici punti di vista, ma soprattutto per il livello di affiatamento: Jan e Roger (Astou Malva Gueye e Jérémy Petit), Frenchy e Doody (Florie Sourice e Doryan Ben), Rizzo e Kenickie (Maëva Mathon e Yanis Si Ahmed).

Foto di Alessandro Pinna

Perfettamente padrone del proprio ruolo, Alexis Loizon è un Danny Zuko, ammiccante e spaccone al punto giusto, ma con la dose di “cavalleria” e la determinazione necessaria a conquistare
definitivamente la sua Sandy.
E ci voleva una trasferta in Francia per apprezzare, nell’interpretazione di Alyzee Lalande, una Sandy determinata e consapevole dei propri sentimenti, che rispecchia l’ormai storica interpretazione della nostrana Lorella Cuccarini.

Céline Groussard e Alexandre Faitrouni
(Foto di Alessandro Pinna)
Ma l’autentica rivelazione dello spettacolo è rappresentata dall’inedita e spassosissima coppia formata da Eugene e Miss Lynch: Alexandre Faitrouni (performer molto conosciuto in Francia) e Céline Groussard (attrice dalla solida preparazione nell’ambito del teatro brillante), realizzano una completa sintonia di tempi comici, improvvisazione e persuasione interpretativa:  gli insoliti e non programmati interventi della presidedi Rydell, rivolti alla platea, sono molto apprezzati dal pubblico, il quale sa già cosa aspettarsi ogni qual volta vede entrare Eugene sul palcoscenico, con in mano lo xilofono e l’asta del microfono.

Il regista e coreografo Martin Michel firma un allestimento dinamico, caratterizzato da coreografie trascinanti e impegnative. L’orchestra dal vivo, con la direzione musicale di Dominique Trottein, è sempre un valore aggiunto. Eppure in questo caso, gli arrangiamenti suscitano qualche perplessità: l’esecuzione, nel suo complesso, risulta impeccabile, ma molto soft. Si sente la mancanza di quella che è l’essenza di Grease: il rock. E questo accade perfino in un numero coreografico faticoso e coinvolgente come Greased Lightnin’.
Il pubblico si ritrova calato in un’atmosfera decisamente anni Cinquanta, una sorta di “operazione nostalgia”, ben confezionata, apprezzabile sotto molti punti di vista, ma lacunosa a livello di ritmo ed esecuzione musicale.

Michelangelo De Marco

Altra peculiarità di questo allestimento è la presenza nell’ensemble dell’unico performer italiano entrato a far parte del cast: Michelangelo De Marco. E, se si è fortunati, è anche possibile, vederlo in scena come cover nel ruolo di Sonny.

Le repliche di Grease proseguono nell’elegante e accogliente Teatro Mogador di Parigi fino al prossimo mese di luglio


martedì 2 gennaio 2018

L'armonia della musica a Capodanno


Non poteva esserci modo migliore di cominciare bene l’anno, se non assistendo a teatro a un “classico” delle feste: Tutti insieme appassionatamente, in scena con due recite speciali (San Silvestro e Capodanno) nella prestigiosa cornice del Teatro Coccia di Novara, location ideale soprattutto per la scena del festival dei cori di Salisburgo.
L’originale The Sound of Music è una storia senza tempo, capace di suscitare intense emozioni, ispirata alla vicenda autobiografica di Maria Augusta Trapp; prima di diventare negli anni Sessanta il celebre film con protagonisti Julie Andrews e Christopher Plummer, è stato uno spettacolo teatrale tra i più longevi della storia del teatro musicale, con edizioni importanti in tutto il mondo, Italia compresa.

L’allestimento, prodotto dalla Compagnia dell’Alba in collaborazione con il Teatro Stabile d’Abruzzo, utilizza l’adattamento e la traduzione italiana firmati da Massimo Romeo Piparo (l’orecchiabile Do-re-mi, però, resta identica alla versione del film, ndr.).
Per questa edizione, lo scenografo Gabriele Moreschi ha sviluppato una copertura uniforme e mutevole, realizzata con drappeggi che vengono scoperti, rivelando, di volta in volta, le montagne austriache, i vari ambienti di casa Von Trapp e gli elementi scenici: una soluzione originale, ma non sempre efficace sotto il profilo dell’impatto visivo; ad esempio, la comparsa dell’enorme svastica in scena – segno dell’ormai avvenuta annessione dell’Austria alla Germania nazista – passa decisamente in  secondo piano proprio per la presenza, talvolta ingombrante, di tali drappeggi.


Il regista e coreografo Fabrizio Angelini, in questa produzione, riprende un’altra delle sue passioni: la recitazione. Sul palcoscenico, infatti, interpreta il ruolo di Max Detweiler, simpatico e spensierato scroccone.
La sua è una regia scorrevole, rafforzata fin dai primi dall’impeccabile lavoro compiuto sulle armonie musicali della partitura firmata da Richard Rodgers: ascoltare il coro delle suore del convento e il coro dei ragazzi Von Trapp è un’autentica gioia per i timpani.  Merito del lavoro svolto dai due protagonisti Carolina Ciampoli e Gabriele de Guglielmo (Maria Rainer e Georg Von Trapp), sia come performer, ma soprattutto come vocal coach dei ragazzi (la prima) e direttore musicale (il secondo). Tra le sorelle del convento, spicca, inoltre, la voce di Monja Marrone (Madre Badessa); particolarmente apprezzata l’interpretazione di Sixteen Going on Seventeen da parte dei giovani interpreti di Liesl e Rolf (nonostante la scelta azzardata di ritradurre un brano rimasto nella memoria collettiva dal cinematografico “Quindici anni, quasi sedici”, in un didascalico e meno romantico “Maggiorenne fra due anni”, ndr.).

Lo spettacolo è in tour nei teatri italiani fino a marzo. 




lunedì 18 dicembre 2017

30 anni di Balli proibiti

La platea del Teatro degli Arcimboldi trasformata nel Salone delle Feste del Resort Kellerman, grazie a una serie di tavolini collocati davanti al palcoscenico, dove poter assistere allo spettacolo, sorseggiando spumante: questa è una delle principali novità dello speciale allestimento di Dirty Dancing , diretto da Federico Bellone, che in questo modo celebra i 30 anni dell’omonima pellicola con Jennifer Grey e l’indimenticabile Patrick Swayze nei ruoli principali.



L’adattamento italiano firmato da Alice Mistroni segue con disinvoltura la sceneggiatura cinematografica, mettendosi forse un po’ troppo al servizio di una improbabile realtà italiana anni Sessanta: in effetti, i villeggianti che giocano a “Sacco pieno, sacco vuoto” nell’America di Martin Luther King e della famiglia Kennedy risultano un’evidente forzatura.


Immancabili le celebri battute come “Ho portato un cocomero” e “Nessuno può mettere Baby in un angolo”. E in effetti, in questi anni, Sara Santostasi, non è rimasta in un angolo, anzi, ha fatto crescere la sua Baby, colmando qualsiasi tipo di lacuna pregressa, dal ballo alla recitazione, rendendo anche più efficaci le istanze di libertà e uguaglianza sociale di cui il suo personaggio si fa portatore.
Giuseppe Verzicco dimostra un feeling immediato con il ruolo di Johnny Castle e riesce in maniera convincente ad andare oltre il personaggio, pur non sfruttandone al massimo le diverse sfaccettature a livello interpretativo.

Nel corso degli anni, Loredana Fadda si è fatta notare in numerosi musical (Peter Pan, Priscilla, The Bodyguard) per le portentose sfumature soul del suo timbro vocale: anche in questo caso, il pubblico non resta deluso dalle emozionanti interpretazioni – molte delle quali eseguite in coppia con un convincente Samuele Cavallo - di hit quali Do You Love Me?,You don’t Own Me e soprattutto (I’ve Had) The Time of My Life, il tema principale del film, vincitore di un Premio Oscar e di un Golden Globe per la migliore canzone originale.  
Tra i giovani componenti del cast, vanno inoltre citati l’iconica Federica Capra (Penny, la partner bionda di Johnny) e Antonio Catalano (il cameriere Robbie, un farabutto dalle interessanti potenzialità).

Gli interpreti adulti (Simone Pieroni, Mimmo Chianese, Russell Russell, Renato Cortesi e Linda Cammalleri) danno prova inconfutabile della loro esperienza di palcoscenico e, divertendosi, rappresentano un irrinunciabile valore aggiunto per lo spettacolo.


Lo spettacolo proseguirà in una lunga tournée italiana, da febbraio a marzo 2018. Il tour, prodotto da ShowBees in collaborazione con Wizard Productions, toccherà numerose città, tra cui Bari, Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Trieste.

giovedì 30 novembre 2017

Mamma Mia, che sogno! (in musica)

La nuova versione italiana, firmata Massimo Romeo Piparo, del musical Mamma Mia!, contenente le intramontabili hit degli ABBA, risulta effettivamente tra gli eventi teatrali più attesi di questa stagione. Ma una premessa è d’obbligo: questo allestimento conquista soprattutto chi è già stato conquistato dallo spettacolo originale in scena a Londra, oppure dalla versione tour internazionale, in scena più volte in Italia nel recente passato.
Se si entra in questo “mood”, allora è più facile apprezzare l’intera operazione, con i suoi pregi e difetti.

Tra i punti di forza dello spettacolo, un allestimento scenografico di ampio respiro rispetto al format originale: un pontile sospeso sul mare, con tanto di battigia rende più autentiche le atmosfere di una tipica isoletta greca sul Mediterraneo, senza affidarsi troppo alle immancabili proiezioni video (ormai una cifra stilistica degli allestimenti di Piparo). Il valore aggiunto all’intero impianto scenografico, inoltre, è dato dalla presenza di una doppia pedana girevole (memoria ed eredità della cosiddetta “età dell’oro” del Sistina, quella delle produzioni firmate G&G, per intenderci), che, di volta in volta,  svela gli ambienti in cui si muovono i protagonisti e soprattutto gli interni della locanda “Sere d’estate”, che mantiene le caratteristiche sfumature di colore bianco e blu, e ospita sul proprio tetto l’orchestra dal vivo.

L’emozione è subito forte dalle prime note dell’Ouverture, mentre si rimane un po’ scettici quando la giovane Sofia canta le parole Il sogno mio / in musica, adattate dall’originale I Have a Dream.
Eppure, l’adattamento italiano, pur tradendo in molti passaggi le convenzioni suggerite dalla metrica e, di conseguenza, perdendosi parecchie rime lungo il percorso, mantiene una adeguata musicalità e ha il pregio di convertire le parole in sensazioni ed emozioni che lasciano il segno (ad esempio il deja-vu sul testo di Mamma Mia!, oppure la personificazione al femminile di un pronome, che evoca il concetto di resa/sconfitta nella celebre The Winner Takes It All).

©Antonio Agostini
Le coreografie di Roberto Croce sembrano prediligere un assetto “corale”, anche se, a tratti, l’ensemble appare “devitalizzato”, quasi disorientato sul palcoscenico. Non è il caso di Lay All Your Love on Me, dove l’intero ensemble maschile è schierato in tenuta subacquea sul pontile, con tanto di pinne: una scelta molto apprezzata, soprattutto dal pubblico femminile…

I tre possibili padri di Sofia, invitati da lei stessa al suo matrimonio, sono tre volti noti del teatro e della fiction, per i quali si è scelto di mantenere una specifica provenienza geografica, così da renderne peculiare la modalità interpretativa.
Sam Carmichael è interpretato da Paolo Conticini: una recitazione disinvolta è la sua carta vincente, sostenuta da un’ottima presenza scenica, messa a frutto soprattutto nel brano The Winner Takes It All, dove risulta magnetico e credibile anche senza cantare. Le sue performance canore in altri brani, come ad esempio Knowing Me, Knowing You e S.O.S, testimoniano un percorso di tecnica vocale in graduale evoluzione.
Il viaggiatore solitario Romolo Desideri (“romano de Ostia, con una zia greca”), senza legami con la sola compagnia del suo spirito d’avventura è Luca Ward: un "gladiatore della scena", che in questo spettacolo canta poco, rispetto a precedenti esperienze professionali nel musical. Ma a un attore della sua caratura si può perdonare molto, specialmente quando un gesto o un semplice sguardo bastano per “costruire” un personaggio e mantenerlo coerente. Un aspetto particolarmente evidenziato nell’interpretazione  di Take a Chance on Me, ricca di una sorprendente gamma di intenzioni interpretative.
Sergio Muñiz prosegue con impegno un percorso teatrale che lo vede sempre più spesso calarsi nei panni (più o meno ingombranti) di personaggi latini, interpretati assecondando un gusto tutto italiano: Enrique Luz è un agente di borsa di origini spagnole, il classico tipo “giacca e cravatta”, soprannominato in gioventù “Metallo Puro”. Ma l’impegno e una presenza scenica indiscutibilmente aderente al personaggio  a volte non bastano, per rendere al meglio un ruolo che deve essere credibile e saper emozionare soprattutto con il canto: brani come Thank You For the Music e Our Last Summer con la giusta combinazione di mood e tecnica.

Luca Ward, Sergio Muñiz, Paolo Conticini (©Antonio Agostini)
Sky, il “promesso sposo” di questo matrimonio “a navata larga” è interpretato da Jacopo Sarno, il quale parallelamente alla crescita come attore, dimostra nuovamente di sentirsi a proprio agio nel ruolo del “ragazzo da sposare”, sbarazzino, ma consapevole.

Un’ulteriore riflessione sull’adattamento italiano scaturisce dallo spaccato di universo femminile offerto dal copione originale. Il ruolo di Donna è affidato all’infaticabile Sabrina Marciano, che, pur mantenendo lo scettro di Dancing Queen, restituisce al pubblico un personaggio toccante e sfaccettato, ironico, ma con una forte componente di nostalgica rassegnazione, particolarmente evidente nell’interpretazione di brani come Money Money Money e Slipping Through My Fingers. A farle da contrappunto, la disincantata determinazione di Eleonora Facchini (Sofia), la pungente autoironia di Elisabetta Tulli (Rosy) e l’esplosivo sex appeal sfoggiato da Laura Di Mauro (Tania), iconica protagonista di un duetto in puro “milf-style”, a base di Paprika (Alessandro Lanzillotti, che si fa notare per la sua ammiccante simpatia).

Laura Di Mauro, Sabrina Marciano, Elisabetta Tulli (©Gianluca Saragò)
Dopo le repliche romane, al Teatro Sistina fino al 7 gennaio prossimo, il tour coinvolgerà sulle note degli ABBA tutta la penisola (Svizzera italiana compresa) fino a febbraio 2018. E già si annuncia il ritorno dello spettacolo la prossima stagione, in molte delle piazze che già in questi mesi hanno fatto registrare un record di presenze a teatro.